mercoledì, 27 febbraio 2008

Nero pece.

postato da: dolcerosa alle ore 07:55 | link | commenti (4)
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martedì, 12 febbraio 2008

Le prove di teatro erano un falso allarme, niente "calcature di polverose tavole da palcoscenico" ma solamente una stanzetta piena di libri nello spazio biblioteca/teatro/cinema della città. Si prevede la "prima" in una specie di aula magna di un liceo, meno male.

Ho uno scoop: il mio insegnante di recitazione farà una puntata dell'Eredità (programma a quiz su rai 1) sabato 16 Febbraio alle ore 18,50...vedrete...


postato da: dolcerosa alle ore 11:44 | link | commenti (2)
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lunedì, 11 febbraio 2008

Mi sono dibattuta alla grande, che penseranno di me? Ho una dignità bloggarola da tener conto? Ma la mia virtù grande è il qualunquismo perciò avanti con l'inorridimento...
Stò leggendo TUTTA e dico TUTTA la saga di Harry Potter, dal n. 1 al n. 7. Oggi sto al n. 4.
Mi serve per evadere da questo mondo...e allora? Sarà sacrosanto o no? Provate ad assorbire un'po di politica e vedrete!
Certo stanotte ho sognato un "dissennatore"....però che c'entra... meglio di una cartella esattoriale. Una specie di scommessa con mia nipote che è accanita lettrice. L'ho fatto per lei... :-)

harry potter 1.jpg

PS. Stasera prove di teatro in un teatro VERO... porcazozza!


postato da: dolcerosa alle ore 12:00 | link | commenti (3)
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mercoledì, 06 febbraio 2008

L'ho già postata lo so, ma il blog è mio e faccio quello che voglio ;-) questa poesia riassume ciò che sono io. La porto dentro il portafoglio e ogni tanto me la leggo, non ho visto le spiegazioni nè cosa ne pensano i critici e neppure so il significato recondito, nascosto o palese. La sento mia. A mio parere è una bella lode a se stesso ad amarsi ad accettarsi anche quando ti fai schifo da solo. E' un guardarsi con indulgenza. Io sono molto indulgente con me stessa.

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognun sorriderà al benvenuto dell'altro
e dirà: Siedi qui. Mangia.
amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola.
Derek Walcott

postato da: dolcerosa alle ore 11:14 | link | commenti (1)
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